LE BRUTTE FIGURE DA MANUALE

LE BRUTTE FIGURE DA MANUALE

LE BRUTTE FIGURE DA MANUALE

Le brutte figure da manuale, quelle che si ricordano, quelle che ti pongono in un tale imbarazzo che vorresti dileguarti.

È capitato a ognuno di noi di dire qualcosa di troppo o d’inappropriato, di essere distratto, di pensare di farla franca in una situazione in cui sei facilmente individuabile.

Come quelli che fanno le puzzette in ascensore.

Sperano.

Sperano che una volta giunti al piano e che le porte si sono aperte non vi sia nessuno in attesa.

Ma molto spesso l’aspettativa è delusa. E chi attende l’ascensore è investito da una bomba di fetore non appena le porte si aprono e tu ne esci cercando di apparire ignaro o anche stupito, come se non fossi stato tu a sganciare la bomba ma qualcuno che ti ha preceduto.

Oppure come chi le fa in un luogo pubblico indossando le cuffie. Non sente il rumore ma chi sta attorno sì.

Un altro classico delle brutte figure è chiedere ad una donna penosamente ingrassata se sia incinta.

A Giulio P., al suo matrimonio, un caro amico gli chiese chi fosse la megera al fianco di sua sorella ignorando che si trattasse proprio della madre di Giulio.

Mara invece, aveva invitato un po’ di amici della figlia alla festa che le aveva organizzato per il diciottesimo compleanno.

Un amico della ragazza, credendo di essere simpatico, le aveva rivolto avances e apprezzamenti.

“Ma smettila, ho 42 anni, potrei essere tua madre!” Lo aveva ammonito Mara e il ragazzo, imperturbabile, si era lanciato nella sua risposta da premio.

“E già, ma gallina vecchia fa buon brodo!”

E tu? Qual è stata la tua brutta figura?

E saresti voluto scomparire per l’imbarazzo o hai riso fino alle lacrime?

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